Come vestirsi per correre: guida definitiva all’abbigliamento running in ogni stagione
- Run Ritual

- 21 feb 2025
- Tempo di lettura: 6 min
Aggiornamento: 29 ago 2025

Correre sembra uno sport semplice, ma se hai già qualche chilometro nelle gambe sai che l’abbigliamento può fare la differenza tanto quanto la scarpa giusta o un programma ben costruito. Ho visto troppi runner uscire con la prima maglietta di cotone trovata nell’armadio e ritrovarsi fradici, infreddoliti o con irritazioni cutanee che avrebbero potuto evitare con una scelta più accorta. L’errore più comune è pensare che bastino pantaloncini e t-shirt per tutte le stagioni: la verità è che ogni periodo dell’anno impone regole precise, e non rispettarle significa compromettere comfort, prestazioni e continuità di allenamento.
In questo articolo ti guido, da coach e da runner, a capire come scegliere l’abbigliamento running ideale per ogni condizione climatica, stagione per stagione. Non troverai consigli generici, ma indicazioni pratiche basate su ciò che funziona davvero in campo.
Allenarsi tutto l’anno con metodo significa anche sapersi vestire in modo tecnico e funzionale, senza lasciare nulla al caso.
Materiali tecnici e layering: la base per ogni stagione
Prima ancora di parlare di maglie o giacche, bisogna capire cosa rende un capo adatto alla corsa. I materiali naturali come la lana merino hanno la capacità di regolare il calore senza trattenere cattivi odori, mentre i tessuti sintetici come poliestere e poliammide sono più leggeri, resistenti e asciugano rapidamente. Nei climi freddi il layering, cioè vestirsi a strati, diventa l’arma vincente: uno strato base traspirante, uno intermedio termico e uno esterno protettivo. In estate, invece, vince la leggerezza assoluta e la capacità di disperdere calore.
Molti runner commettono l’errore di indossare capi di cotone: trattiene sudore, si inzuppa e raffredda il corpo, aumentando il rischio di irritazioni e malanni. Per questo dico sempre che la corsa è semplice, ma non banale: serve consapevolezza anche nei dettagli.
Abbigliamento running in primavera: gestire transizione e umidità
La primavera è la stagione più ingannevole per un runner. Le giornate si allungano, le temperature oscillano e l’umidità cresce. In questa fase bisogna imparare a dosare i capi: troppo leggeri e rischi di raffreddarti, troppo pesanti e arrivi a metà corsa inzuppato di sudore. La regola che insegno ai miei atleti è semplice: vestiti come se fuori ci fossero 5 gradi in più rispetto al termometro. È il modo migliore per non coprirsi troppo.
Le maglie tecniche traspiranti diventano il capo chiave. Se la mattina è ancora fresca, opta per maniche lunghe leggere; nelle ore centrali puoi già passare a quelle corte. Sotto, pantaloncini o leggings sottili in base alla sensibilità personale. Una giacca antivento leggera è un’assicurazione per i giorni variabili, quando vento e pioggia si presentano all’improvviso. Non dimenticare calze traspiranti, fondamentali per evitare vesciche con l’umidità tipica della stagione.
Gli accessori fanno la differenza: visiera o cappellino leggero per i primi raggi di sole, occhiali con protezione UV e guanti sottili al mattino. Materiali come Dri-FIT o Climacool aiutano a regolare la sudorazione e mantengono il corpo asciutto anche nei tratti più intensi.
Abbigliamento running in estate: protezione dal caldo e dal sole
Correre in estate non è solo allenamento fisico, ma anche lotta contro il caldo. Qui l’obiettivo è chiaro: evitare il surriscaldamento. I tessuti devono essere ultraleggeri, traspiranti e preferibilmente di colore chiaro. Canotte e t-shirt tecniche con inserti in mesh permettono ventilazione, mentre shorts con cuciture piatte evitano sfregamenti fastidiosi durante le uscite lunghe.
Le calze sintetiche anti-vesciche diventano obbligatorie, perché il sudore aumenta e la pelle dei piedi è più esposta. Tra gli accessori, fascia tergisudore e cappellino con visiera sono imprescindibili. Per chi affronta maratone estive o lunghi lunghissimi, esistono anche gilet refrigeranti che aiutano a mantenere la temperatura corporea sotto controllo.
Uno studio pubblicato sul Journal of Sports Medicine conferma che correre con capi chiari riduce l’assorbimento di calore rispetto a nero o blu scuro. È un dettaglio banale, ma chi ha provato a correre 20 km con una maglia scura sotto il sole di luglio sa che non è solo teoria.
Un altro errore comune è non pensare alla pioggia estiva: un acquazzone improvviso può trasformare le scarpe in spugne. In questi casi diventa fondamentale sapere come asciugare le scarpe bagnate dentro per evitare cattivi odori e danni al materiale.
Se vuoi scoprire come adattare i tuoi allenamenti estivi, ti consiglio anche la guida su come gestire la corsa con il caldo, che integra scelte di abbigliamento, idratazione e programmazione dei ritmi.
Abbigliamento running in autunno: la logica degli strati
L’autunno è la stagione che preferisco per correre: clima fresco, percorsi colorati e sensazione di fluidità. Ma è anche il periodo degli sbalzi termici, soprattutto tra mattina e sera. Qui il segreto è vestirsi a strati, con capi leggeri che puoi togliere o adattare.
La maglia termica leggera a maniche lunghe è il capo base, sopra cui aggiungere una giacca antivento o idrorepellente se le condizioni peggiorano. Pantaloni a tre quarti o leggings sottili proteggono dal freddo senza appesantire.
Gli accessori diventano cruciali: un buff o scaldacollo protegge gola e vie respiratorie, guanti leggeri tornano utili sotto i 10 gradi e le calze a compressione aiutano la circolazione quando la temperatura scende. La tentazione di coprirsi troppo è forte, ma bisogna ricordare che dopo 10 minuti di corsa il corpo si scalda in automatico. Vestirsi come se ci fossero 5 gradi in più resta una regola valida anche qui.
L’autunno porta anche più terreni bagnati e fangosi: in questo caso la scelta delle scarpe è fondamentale. Se vuoi capire quali modelli danno stabilità anche in condizioni difficili, ti consiglio le migliori scarpe running stabili.
Abbigliamento running in inverno: isolamento e protezione
L’inverno è la stagione più dura, sia fisicamente che mentalmente. Correre con freddo intenso, pioggia o neve richiede organizzazione e capi specifici. Il primo livello è una maglia termica pesante a maniche lunghe. Sopra serve una giacca antivento e impermeabile, meglio se con cuciture termosaldate. Per le gambe, leggings invernali o pantaloni foderati internamente.
Gli accessori sono più che dettagli: berretto tecnico per evitare dispersione di calore dalla testa, guanti termici (possibilmente touch) e scaldamuscoli o calze alte. Nei climi molto rigidi un buff davanti alla bocca è fondamentale per scaldare l’aria inspirata ed evitare problemi respiratori. L’American College of Sports Medicine avverte che correre a temperature sotto i -5°C senza protezione può irritare le vie respiratorie: motivo in più per non sottovalutare questo aspetto.
Un altro aspetto poco considerato è quello delle scarpe: pioggia, fango e neve consumano più in fretta la suola. Per evitare sorprese, ti consiglio la guida su scarpe consumate e pronazione, utile per capire quando è il momento di cambiare.
La corsa invernale diventa più sicura e sostenibile con scelte intelligenti, che permettono di mantenere continuità negli allenamenti anche nei mesi meno invitanti.
Gestione del sudore e prevenzione delle irritazioni
Un tema che spesso viene ignorato riguarda il sudore e le irritazioni cutanee. Quando la pelle rimane umida a lungo, soprattutto in estate o sotto più strati in inverno, aumenta il rischio di sfregamenti dolorosi su ascelle, interno coscia o capezzoli. I materiali tecnici riducono il problema, ma la vera soluzione è scegliere capi con cuciture piatte e, se necessario, utilizzare creme anti-sfregamento prima delle uscite lunghe.
Come coach ho visto troppi runner fermarsi a metà gara per un dolore evitabile: imparare a gestire questi dettagli non è un vezzo, è parte integrante della preparazione. La prestazione non è solo fiato e gambe, ma anche la capacità di prevenire piccoli fastidi che diventano grandi problemi se trascurati.
FAQ
È meglio usare abbigliamento tecnico anche se corro solo pochi chilometri?
Assolutamente sì. Anche chi corre 5 km tre volte a settimana ha bisogno di materiali che traspirino e non irritino la pelle. Il cotone trattiene sudore e freddo, rendendo l’uscita più faticosa e rischiosa per la salute.
Come faccio a capire se sono vestito troppo o troppo poco?
Un trucco che consiglio sempre è partire sentendo un po’ di fresco. Dopo 5–10 minuti di corsa il corpo si scalda e raggiunge la temperatura ideale. Se invece sei già caldo alla partenza, è probabile che a metà corsa ti troverai a sudare eccessivamente.
Conclusioni
Vestirsi bene non è un dettaglio estetico, ma una componente chiave della performance. L’abbigliamento running giusto permette di correre più a lungo, con più comfort e soprattutto con meno rischi. Non si tratta di collezionare capi costosi, ma di scegliere materiali tecnici, leggeri o termici in base alla stagione, e non dimenticare accessori mirati che fanno la differenza. Come coach, ti posso garantire che imparare a gestire il tuo abbigliamento ti renderà più costante e meno esposto a infortuni. La corsa è fatta di chilometri, ma anche di scelte intelligenti. Se vuoi un piano che unisca allenamento e strategie pratiche come questa, puoi affidarti a un percorso personalizzato su RunRitual.
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