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Run Ritual

Quante volte correre a settimana: come trovare il tuo volume ideale

Il numero di volte che corri a settimana non è un dettaglio organizzativo: è l’equilibrio che decide se il tuo corpo migliora, rimane fermo o si affatica. Lo vedo ogni giorno lavorando sui dati dei runner del RunRitual Lab: frequenza cardiaca dei lenti, deriva cardiaca nei medi, RPE dei lavori di qualità, sensazione di recupero tra un allenamento e l’altro. Quando questi segnali iniziano ad andare nella direzione sbagliata, la risposta è quasi sempre la stessa: il volume settimanale non dialoga con la tua fisiologia.


Se corri troppo poco, il sistema aerobico non viene stimolato abbastanza da far salire la soglia ventilatoria: il ritmo facile rimane identico, l’economia di corsa non cambia e il VO₂max stimato resta fermo. Se invece aumenti troppo in fretta, il corpo non ha tempo di assimilare il carico: la FC sale anche nei primi minuti dei lenti, il sonno diventa leggero e la fatica si trascina di giorno in giorno.

La domanda “quante volte dovrei correre?” non ha una risposta unica. Dipende da come reagisci agli stimoli, da come recuperi e da quanto velocemente il tuo corpo smaltisce il carico interno. Non è una questione di motivazione: è fisiologia, distribuzione degli stimoli e capacità di adattamento.


È da questa capacità di osservare i segnali reali del corpo che nasce il metodo RunRitual leggere le variazioni minime nella tua settimana, capire dove stai andando e costruire un volume che ti fa crescere senza consumarti.

Volume settimanale allenamento runner : runner che corre con abiti neri e sfondo citta'

Quando il corpo ti fa capire che tre uscite non bastano più

Di solito lo capisco in pochi minuti: guardo la tua settimana, metto insieme chilometri, frequenza cardiaca dei lenti e come recuperi da un giorno all’altro.Quando la deriva cardiaca arriva presto, il ritmo facile sembra pesante e il VO₂max stimato non si muove da settimane, non è questione di “fare di più”: è il volume attuale che non stimola più nulla.

Se non passi abbastanza tempo nelle zone che costruiscono veramente la soglia ventilatoria, il corpo rimane identico. Tre uscite possono bastare per un principiante, ma non per chi vuole fare un salto di qualità.Un incremento a quattro sedute — calibrato — cambia tutto: più esposizione utile, meno deriva, più efficienza nei lenti.


Quando aggiungi una quarta uscita ma il corpo la vive come uno stress in più

Aumentare la frequenza funziona, ma non se la quarta uscita cade nel punto sbagliato.Quando la piazzi troppo vicina a un lavoro intenso, il corpo la registra come uno stress aggiuntivo anziché come un adattamento. Lo vedi subito nei primi minuti del lento successivo: battiti che salgono troppo, sensazione di fatica profonda, RPE innaturale.

Non è la quarta uscita il problema: è il contesto in cui la inserisci.Se la settimana respira, la quarta uscita stabilizza i ritmi medi, riduce i picchi di FC e migliora la gestione del lattato. Se compressa, ti prosciuga.


3. Quando la stanchezza non è più stanchezza: è un limite fisiologico

C’è una soglia chiara che un occhio esperto vede subito:– deriva precoce,– ritmo facile che diventa pesante dopo pochi minuti,– recupero rallentato anche nei giorni “leggeri”.

Qui il volume settimanale non è alto: è semplicemente oltre la tua capacità attuale di assimilazione.Ogni giorno lasci un po’ di fatica in sospeso, e la settimana successiva diventa impossibile.


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Quando la settimana è piatta e il volume non costruisce nulla

Puoi correre anche 50 km, ma se li fai tutti alla stessa intensità il corpo non ha motivo di adattarsi.È la settimana piatta che ti blocca: niente variazioni di stimolo, niente picchi controllati, niente vera esposizione alla soglia ventilatoria.

E lo vedi da lontano: la FC dei lenti non scende, il ritmo medio non si alleggerisce, l’economia di corsa rimane identica.La corsa diventa ripetizione, non evoluzione.


Quando la distribuzione dei chilometri vale più dei chilometri stessi

Due runner possono correre lo stesso volume ma avere risposte completamente diverse.La differenza la fa dove metti i chilometri: il lungo, i medi, i lavori, il recupero.

Quando il lungo viene collocato dopo un giorno impegnativo, il corpo non riesce a processare lo stimolo. Quando invece la settimana è costruita con alternanza di intensità, la risposta fisiologica è netta: FC stabile, deriva ridotta, ritmi più coerenti.


Quando il tuo corpo ti mostra che il volume è esattamente quello giusto

È il momento più facile da leggere, ma il più difficile da riconoscere da soli:– i lenti diventano morbidi già nei primi minuti,– la FC cala a parità di percorso,– la sensazione di “gamba disponibile” torna nei giorni chiave,– il recupero si accorcia.

Non c’è magia: è il corpo che ti sta dicendo che frequenza, chilometri e distribuzione parlano la stessa lingua della tua fisiologia.


Strategie di gara (10K – Mezza – Maratona)

10K: Il volume settimanale serve a stabilizzare la soglia ventilatoria: frequenza > chilometraggio.

Mezza maratona:Due lavori di qualità distribuiti e non vicini al lungo: qui la sequenza vale quanto il volume.

Maratona: Il volume non serve se non è continuo. È la capacità di tenere cicli da 6–8 settimane senza crolli che costruisce la prestazione.


FAQ

Domanda

Risposta

Quante volte correre a settimana per migliorare?

Per la maggior parte dei runner 3–4 uscite permettono adattamenti reali, se distribuite correttamente.

Come capire se sto esagerando col volume?

Se devi rallentare per tenere lo stesso battito e la deriva arriva presto, sei oltre la tua capacità di adattamento.

Meglio correre più spesso o più a lungo?

A parità di volume, aumentare la frequenza migliora la risposta aerobica e riduce lo stress interno.

Dove mettere il lungo nella settimana?

Idealmente dopo un giorno molto leggero: protegge sia il lungo che il lavoro successivo.

Quando aggiungere una quarta uscita?

Quando i lenti diventano più facili, la FC cala e recuperi più in fretta: allora puoi aumentare la frequenza.

Conclusione

Il volume settimanale non è un numero: è un equilibrio dinamico tra intensità, recupero e segnali fisiologici. Quando impari a leggerli, trovi la frequenza che ti fa migliorare senza consumarti. È qui che il metodo RunRitual diventa uno strumento reale di evoluzione.


Se vuoi costruire la settimana perfetta per te, con il volume che il tuo corpo può davvero sostenere, possiamo farlo insieme passo dopo passo. Scrivimi: trasformiamo i tuoi dati in miglioramento reale.


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