Cadenza nella corsa: come migliorare il ritmo per correre meglio
- Run Ritual

- 7 dic 2025
- Tempo di lettura: 5 min
Aggiornamento: 13 minuti fa
La cadenza nella corsa è il numero di passi per minuto (SPM) e rappresenta uno degli indicatori più affidabili di efficienza tecnica, economia di corsa e rischio di infortuni. Una cadenza più alta riduce il tempo di contatto con il suolo, abbassa lo stress sulla tibia e limita l’overstriding, migliorando la fluidità della falcata. Nei runner amatori i valori tipici sono 160–180 SPM, mentre gli élite superano spesso i 185.
Cadenza consigliata (SPM)
160–170 → ritmo 5:30–6:00/km
170–180 → ritmo 4:30–5:00/km1
75–185 → ritmo 4:00–4:30/km
Una cadenza troppo bassa aumenta impatto e oscillazione verticale; una troppo alta riduce l’efficienza. Il metodo RunRitual parte dall’analisi dei tuoi SPM reali e dalla loro coerenza con velocità, appoggio e RPE. Incrementi graduali di +5 SPM migliorano economia di corsa e stabilità, senza alterare la tecnica naturale.
È da questa capacità di osservare come il corpo risponde ai cambi di frequenza che nasce il metodo RunRitual: adattare cadenza, falcata e ritmo in base a fisiologia e terreno, non a numeri rigidi.

Cos’è la cadenza nella corsa e perché è importante
La cadenza di corsa rappresenta la frequenza con cui i tuoi piedi toccano il suolo in un minuto. La media per i runner amatori si aggira tra 160 e 180 SPM, mentre i corridori élite tendono a superare i 180 SPM.
Un valore adeguato aiuta a:
Ridurre il tempo di contatto con il suolo, diminuendo l’impatto sulle articolazioni
Migliorare l’efficienza della falcata, evitando sprechi di energia
Prevenire infortuni, riducendo lo stress su ginocchia e tibie
Tuttavia, la cadenza ottimale varia in base alla struttura corporea, alla velocità e alla tecnica di corsa. Non esiste un numero perfetto per tutti, ma esistono strategie per trovare il proprio equilibrio.
La cadenza non va “aumentata” a prescindere.Va valutata in base a ritmo, fatica ed economia di corsa
Test rapido di cadenza – 6 minuti
Questo è un test di campo semplice e ripetibile, pensato per valutare la tua cadenza naturale sotto carico aerobico, senza interferenze da sprint o affaticamento eccessivo.Non misura “quanto vai forte”, ma come distribuisci il gesto quando il ritmo è stabile.
Protocollo operativo
Riscaldamento10–12 minuti di corsa facile, lasciando che il passo si stabilizzi in modo naturale.
Test Corri 6 minuti a ritmo medio abituale(un’andatura che potresti sostenere per 45–60 minuti senza affanno).
Rilevazione dato Registra la cadenza media solo negli ultimi 3 minuti.I primi 3 servono a eliminare transitori meccanici e respiratori.
Condizioni consigliate• terreno pianeggiante• no vento forte• scarpe abituali• FC in zona aerobica medio-alta (no affanno)
Tabella di interpretazione – Cadenza (passi/min)
Cadenza rilevata | Interpretazione tecnica | Lettura RunRitual |
< 160 | Gesto lungo e dispersivo | Alta probabilità di overstriding e carico articolare |
160–165 | Cadenza bassa-media | Economia migliorabile, attenzione alla fatica finale |
166–170 | Zona funzionale | Buon equilibrio tra ampiezza e frequenza |
171–175 | Zona efficiente | Ottima economia per ritmo medio e gara lunga |
> 176 | Cadenza alta | Utile se sostenuta senza irrigidimento |
Come leggere davvero il risultato
Conta la stabilità, non il piccoUna cadenza che resta costante negli ultimi 3 minuti indica controllo neuromuscolare.
Cadenza bassa + FC alta Segnale di dispersione meccanica: stai pagando il gesto, non il ritmo.
Cadenza alta ma rigida Se senti spalle e polpacci contratti, stai forzando un parametro non ancora assimilato.
Nel metodo RunRitual la cadenza non si impone, si accompagna:prima si costruisce l’aerobica, poi si affina il gesto.
Quando ripetere il test
ogni 4–6 settimane
stesso percorso, stesso orario se possibile
confronta trend, non il singolo valore
Un miglioramento reale si vede quando a pari ritmo la cadenza sale leggermente o resta uguale con minore fatica percepita.
Come misurare la cadenza e capire se è ottimale
Misurare la propria cadenza è semplice:
Con un orologio GPS: molti dispositivi come Garmin e Coros forniscono il dato in tempo reale.
Manualmente: conta quanti passi fai in 30 secondi e moltiplica per 2.
Con app e metronomi digitali: strumenti come RunCadence o un metronomo da corsa possono aiutarti a mantenere una frequenza stabile.
Se la tua cadenza è inferiore a 160 SPM, potresti beneficiare di un leggero incremento per ottimizzare la corsa. Se è troppo alta, potresti perdere efficienza.
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Strategie pratiche per migliorare la cadenza
Aumentare la cadenza non significa correre più veloce, ma piuttosto accorciare la falcata e migliorare il ritorno elastico della corsa. Ecco alcuni consigli pratici:
Focalizzati su passi più brevi e rapidi: cerca di evitare un'eccessiva estensione della gamba in avanti.
Utilizza un metronomo: imposta il ritmo ideale e prova a sincronizzare i tuoi passi.
Esegui esercizi specifici:
Skip alto per migliorare la reattività muscolare
Corsa sui gradini per abituarti a una cadenza più elevata
Sprint brevi per migliorare l’elasticità della falcata
Scegli le scarpe giuste: calzature con drop basso favoriscono una corsa più naturale e una maggiore frequenza di passi.
Integra la cadenza progressivamente: inizia aumentando di 5 SPM alla volta e monitora il comfort.

Il legame tra cadenza ed efficienza di corsa
Studi dimostrano che una cadenza più alta riduce l’oscillazione verticale e il tempo di contatto con il suolo. Questo migliora l’efficienza della corsa, permettendoti di consumare meno energia a parità di velocità.
Uno studio pubblicato su Journal of Applied Physiology ha evidenziato che l’incremento della cadenza del 5-10% rispetto alla media personale riduce il carico sulle articolazioni e migliora l'economia di corsa
Domande
Domanda | Risposta estrattiva |
Qual è una buona cadenza per correre? | Per la maggior parte dei runner la cadenza ideale è 170–180 SPM, variabile in base a ritmo, tecnica e struttura corporea. |
Aumentare la cadenza fa correre più forte? | No: aumenta l’efficienza perché riduce overstriding e impatto. L’obiettivo è +5 SPM rispetto al valore abituale, non la velocità pura. |
Come si misura la cadenza? | Con GPS (Garmin/Coros), contando i passi in 30 secondi × 2 o usando un metronomo digitale. |
Cadenza bassa aumenta il rischio di infortuni? | Sì: aumenta oscillazione verticale e stress tibiale. Incrementi del 5–10% riducono i carichi su ginocchia e tibie. |
È vero che bisogna correre a 180 SPM? | No: è un valore di riferimento storico. La cadenza ideale dipende da ritmo, economia di corsa e tecnica individuale. |
Cadenza e velocità: un equilibrio personale
Non tutti i runner devono puntare ai 180 SPM. Ecco una guida indicativa per trovare la tua cadenza ideale in base al ritmo:
Tabella cadenza consigliata in base alla velocità
Ritmo (min/km) | Cadenza ideale (SPM) |
3:30 - 4:00 | 185-195 |
4:00 - 4:30 | 175-185 |
4:30 - 5:00 | 170-180 |
5:00 - 5:30 | 165-175 |
5:30 - 6:00 | 160-170 |
> 6:00 | 155-165 |
Conclusioni: trova il tuo ritmo ideale
La cadenza nella corsa è un parametro fondamentale per migliorare l’efficienza, prevenire infortuni e ottimizzare la tecnica. Non esiste un valore perfetto, ma è possibile lavorare su piccoli aggiustamenti per trovare il ritmo ottimale per il proprio corpo.
Seguire una progressione graduale e monitorare le proprie sensazioni aiuterà a migliorare la tecnica senza compromettere la fluidità del gesto atletico.




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