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Run Ritual

Tempi Mezza Maratona 2026: ritmi, passaggi e strategie reali per correre forte

Aggiornamento: 14 feb

Alcuni runner scoprono i propri tempi solo quando la gara inizia davvero a stringere, di solito tra il settimo e il decimo chilometro. È la fase in cui il respiro diventa più ritmico, le braccia trovano un’oscillazione stabile e quel passo naturale del riscaldamento inizia a chiedere qualcosa in più.È successo anche ad Andrea, 41 anni, uno dei ragazzi che seguo al RunRitual Lab: nei primi chilometri stava bene, troppo bene, tanto da correre 12 secondi più veloce del ritmo previsto. Questo anticipo lo ha portato subito vicino alla soglia ventilatoria, generando una deriva cardiaca che ha compromesso la seconda metà di gara.


I tempi della mezza non si leggono da una tabella: nascono dal punto in cui il corpo riesce a stabilizzare la frequenza cardiaca di soglia, contenere l’aumento del lattato e mantenere un’economia di corsa efficiente.Se nei primi 10 km la frequenza cardiaca sale più di 6–7 bpm, il ritmo scelto non è sostenibile fino al km 21.1. Un buon tempo è la somma di un ritmo distribuito con intelligenza, del controllo del respiro e della stabilità energetica per tutta la durata della prova


Se corri una mezza in primavera: la parte che decide è km 14–18

Nei primi 10 km quasi tutti “stanno dentro”. Il punto vero arriva quando il ritmo deve restare stabile mentre la meccanica costa di più. È lì che si vede se la soglia è davvero consolidata o solo stimata.

Se dal km 14 il passo peggiora di oltre 5–8 secondi/km senza vento, salita o caldo, la causa non è la fatica improvvisa: è una partenza troppo aggressiva o una soglia non ancora stabile.

Target realistico: scegli un ritmo che ti permetta di chiudere gli ultimi 3 km senza collasso tecnico.La mezza non è un test di coraggio, è un test di controllo.
Tempi mezza maratona: guida completa con tabelle, ritmi e calcolo passo

Il tempo mezza maratona è il ritmo più veloce che puoi sostenere per 21,097 km mantenendo FC di soglia stabile, deriva cardiaca <5% nei primi 10 km ed economia di corsa negli ultimi 5 km. È da questa capacità di osservare, interpretare e adattare che nasce il metodo RunRitual.


Partire troppo forte rovina i tempi più di qualsiasi allenamento mancante

Nella mezza maratona, il primo errore è partire 10–15 secondi più veloci del target. La sensazione iniziale inganna: ti senti leggero, ma stai consumando margine fisiologico che ti servirà nella parte centrale.


Risultato: deriva cardiaca dal quarto chilometro → rallentamento inevitabile.


Errore tipico: fidarsi delle sensazioni dei primi 3 km.

Metodo RunRitual: primi 3 km = ritmo gara +8/10”.

Azione pratica: se tra km 1 e km 4 la FC sale >6–8 bpm, stai partendo troppo forte.


Non sapere qual è il ritmo davvero sostenibile per 21 km

La mezza si gioca in 10–12 secondi. Il ritmo gara è quello che permette una FC stabile all’88–92% FCmax e un RPE 6–6.5 nella prima metà.

La differenza tra ritmo Z3 allenamento e ritmo gara reale è spesso 8–12 secondi.

Errore tipico: scambiare ritmo gara con ritmo medio degli allenamenti.


Metodo RunRitual: deriva <5% nei primi 20–25 minuti.


Azione pratica: 6×2 km → il ritmo delle prime 4 ripetute è il tuo passo gara.


Prima delle tabelle, prova il nostro test dei 2×3 km: è la fotografia più precisa del tuo passo gara reale.

I passaggi ideali ogni 5 km non sono intuitivi

Le tabelle aiutano solo se interpretate.Un passaggio troppo veloce porta deriva anticipata; uno troppo lento spezza la progressione mentale.


Dato RunRitual: chi arriva al km 10 con deriva <5% ha l’80% di probabilità di stare nel proprio tempo obiettivo.


Metodo RunRitual: curva progressiva costante.Azione pratica: la FC tra km 0 e km 10 deve salire in modo lineare.


La mezza si decide tra il km 14 e il 18, non al 5°

Nei primi 10 km quasi tutti stanno dentro al ritmo. Le sensazioni sono buone, la frequenza cardiaca è sotto controllo, la meccanica è ancora fluida. È una fase ingannevole.

Il punto vero arriva quando il glicogeno inizia a calare, la rigidità muscolare aumenta e ogni appoggio costa leggermente di più. Tra il km 14 e il 18 non vince chi è partito forte, ma chi riesce a mantenere stabile il costo energetico per chilometro.

Se dal km 14 il passo peggiora di oltre 5–8 secondi al km senza vento contrario, senza salita reale o variazioni evidenti di percorso, significa una cosa solala soglia non è ancora consolidata oppure la partenza è stata troppo aggressiva rispetto al tuo metabolismo reale.

Non è un problema di “testa”.È un problema di gestione fisiologica.

La mezza è una gara di controllo, non di entusiasmo.


Pacing pratico

Se vuoi chiudere in controllo, i primi 5 km devono sembrarti troppo facili.Se ti sembrano giusti, spesso sono già troppo veloci.

Il ritmo corretto nei primi chilometri deve lasciarti la sensazione di poter parlare a frasi brevi senza affanno evidente. La frequenza cardiaca deve salire gradualmente e stabilizzarsi, non impennarsi.

Il runner esperto lo capisce dal rumore del respiro e dalla leggerezza dell’appoggio.Il runner inesperto si accorge dell’errore al km 16.

La differenza tra una mezza ben corsa e una mezza subita non sta nella brillantezza iniziale, ma nella capacità di mantenere economia meccanica quando la fatica aumenta.

Se vuoi, possiamo aggiungere un mini-box tecnico su deriva cardiaca e soglia lattato per renderlo ancora più forte dal punto di vista fisiologico.


Passaggi ideali sui 5 km

Obiettivo

Km 5

Km 10

Km 15

Km 20

1h30

21:20

42:40

1:04:10

1:25:30

1h40

23:25

46:50

1:10:20

1:33:40

1h50

26:00

52:00

1:18:00

1:44:00

2h00

28:25

56:50

1:25:30

1:54:10

Paura di scoppiare: il ritmo troppo prudente ti fa perdere minuti

Molti runner, temendo di saltare, tengono un ritmo troppo conservativo fino al km 12–14. L’effetto finale è una gara piatta, senza progressione.

Nel Lab vediamo che correre con RPE finale <7 peggiora il tempo del 3–5%.


Metodo RunRitual: RPE 6–6.5 fino al km 11, poi progressione naturale.


Azione pratica: dal km 14 aumenta la cadenza di +2–3 rpm.

La tenuta muscolare vale più del fiato negli ultimi 6 km

Dal km 15 in poi non è più una questione cardiaca.È neuromuscolare: polpacci, piedi, quadricipiti. Se manca forza specifica, l’economia di corsa cala del 2–3%.

Errore tipico: pensare che “basta resistere”.


Metodo RunRitual: due settimane prima → lungo progressivo + blocco salita controllata.


Azione pratica: negli ultimi km mantieni cadenza stabile ±3 rpm.


Per capire come il corpo reagisce dagli ultimi 6 km in poi, guarda la guida RunRitual sull’allenamento medio-lungo: riduce la deriva e stabilizza il passo gara.


Dal km 17 al 21 si decide tutto

Gli ultimi 4 km sono gestione pura: postura, respirazione, cadenza.Ogni elemento che stabilizzi fa risparmiare secondi.

Chi mantiene cadenza stabile entro ±2–3 rpm limita il rallentamento a 4–6”/km.


Metodo RunRitual: micro-reset ogni 60–90 secondi.


Azione pratica: scegli un “focus” ogni 500 metri: respiro, braccia, cadenza.


Strategie di gara


Domande frequenti

Domanda

Risposta

Quanto è lunga la mezza maratona?

21,097 km.

Qual è un buon tempo?

1h30 avanzato, 1h40 intermedio, 1h50–2h amatore.

Come calcolo il passo gara?

Test 6×2 km o 2×3 km con FC stabile.

Perché scoppio dopo il km 15?

Calo neuromuscolare ed economia di corsa insufficiente.

Come gestisco gli ultimi km?

Cadenza stabile, respirazione ritmica, braccia corte.

Conclusione

Il tempo in mezza non è un numero: è il modo in cui distribuisci fiato, muscoli, ritmo e testa per 21 km.Interpretare deriva, FC e passaggi trasforma la prestazione.


Se vuoi calcolare il tuo passo gara reale e costruire un piano personalizzato, possiamo farlo con un test RunRitual dedicato e un percorso cucito su di te.


Ultimo aggiornamento articolo Febbraio 2026

1 commento


Fabiola cardarelli
16 feb

Blocco salita controllata in cosa consiste ?

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