Tapering pre gara: come scaricare prima di 10 km, mezza e maratona
- Run Ritual

- 5 apr
- Tempo di lettura: 8 min
Aggiornamento: 21 ago
Il tapering è la fase finale della preparazione: riduci il carico per arrivare al via più fresco, senza perdere la brillantezza costruita nelle settimane precedenti. Non è smettere di allenarti, non è “fare poco perché hai paura di stancarti”: è togliere fatica mantenendo il gesto della corsa.
La regola pratica è semplice: riduci soprattutto i chilometri, mantieni qualche richiamo breve di ritmo e non cercare nuovi stimoli. Per una 10 km può bastare circa una settimana; per una mezza maratona servono spesso 7-14 giorni; per una maratona il tapering richiede di solito 2-3 settimane, da adattare al carico che hai realmente sostenuto

Cos’è davvero il tapering
Tapering significa ridurre in modo programmato il carico di allenamento prima di una gara importante. L’obiettivo è far scendere la fatica accumulata senza perdere gli adattamenti ottenuti: resistenza, economia di corsa, fiducia nel ritmo e capacità di gestire lo sforzo.
Nella maggior parte dei casi, la leva principale è il volume. Corri meno chilometri, accorci il lungo e riduci la durata delle sedute impegnative. La frequenza può restare simile, soprattutto se sei abituato a correre più giorni a settimana, mentre l’intensità va mantenuta con brevi richiami controllati.
La buona notizia è che non perdi forma in pochi giorni. Quello che rischi di perdere, semmai, è la freschezza se continui a caricare fino all’ultimo.
Quanto deve durare il tapering
La durata dipende soprattutto dalla distanza gara, dal volume abituale e dalla fatica accumulata. Un runner che corre 30 km a settimana e prepara una 10 km non ha bisogno dello stesso scarico di chi arriva da mesi di lunghi e 70-90 km settimanali per la maratona.
Gara | Durata orientativa | Riduzione del volume | Cosa mantenere |
5 km | 4-6 giorni | 20-35% | Allunghi e un richiamo breve |
10 km | 5-7 giorni | 20-40% | Ritmo gara in blocchi corti |
Mezza maratona | 7-14 giorni | 30-50% | Brevi tratti a ritmo gara |
Maratona | 14-21 giorni | 40-60% | Frequenza e qualità molto controllata |
Ultra | Individuale | Variabile | Recupero, logistica e gestione della fatica |
Questi numeri sono un punto di partenza, non una prescrizione. Se arrivi alle ultime settimane con sonno scarso, gambe pesanti, stress lavorativo alto o fastidi persistenti, spesso serve più recupero e meno ego.
Tapering per una 10 km
Per una 10 km, il tapering è breve. Non devi stravolgere la settimana: devi evitare di arrivare alla gara con la fatica dell’ultima seduta dura ancora nelle gambe.
Nella settimana della gara puoi mantenere due o tre uscite, ma più corte del solito. Inserisci un richiamo a ritmo gara o leggermente più veloce, senza trasformarlo in un test.
Esempio: 10 km la domenica
Giorno | Allenamento |
Lunedì | Riposo o mobilità leggera |
Martedì | 35-45 minuti facili + 4-6 allunghi |
Mercoledì | Riposo |
Giovedì | 15 minuti facili + 3 × 3 minuti a ritmo 10 km, recupero facile + defaticamento |
Venerdì | Riposo o 25 minuti molto facili |
Sabato | 15-20 minuti facili + 3 allunghi, solo se ti fa sentire meglio |
Domenica | Gara |
Il richiamo del giovedì deve lasciarti la sensazione di poter fare ancora qualcosa. Se finisci svuotato, hai trasformato il tapering in un ultimo allenamento duro.
Per preparare il resto del ciclo, consulta anche il programma allenamento 10 km.
Tapering per una mezza maratona
Nella mezza maratona, il tapering serve soprattutto a trasformare il lavoro delle settimane precedenti in capacità di tenere il ritmo fino al traguardo. Le ultime due settimane non servono per aumentare la forma: servono per non rovinarla.
Riduci i chilometri complessivi, accorcia il lungo e mantieni uno o due richiami a ritmo gara. Se corri tre volte a settimana, puoi tenere la struttura lenta, qualità, lungo, ma diminuire la durata di ogni seduta.
Esempio: ultime due settimane prima della mezza
Settimana | Lenta | Qualità | Lungo |
-2 settimane | 8-10 km facili | 2 × 3 km a ritmo gara, recupero 4 minuti | 12-14 km facili con 2-3 km finali controllati |
Settimana gara | 6-8 km facili + allunghi | 20-30 minuti totali con 2-3 km a ritmo gara | Gara |
Con i runner che seguo, il problema più comune non è tagliare troppo. È voler verificare la forma con un ultimo lungo tirato o con ripetute durissime quando ormai non possono più migliorare nulla.
Se stai preparando 21 km, approfondisci nel programma allenamento mezza maratona e nella guida alle settimane di scarico nella preparazione della mezza maratona.
Tapering per la maratona
La maratona richiede il tapering più lungo, perché il blocco specifico lascia più fatica muscolare, metabolica e mentale. Per molti runner, le ultime 2-3 settimane prevedono una riduzione progressiva del volume, mentre la frequenza resta abbastanza simile per non perdere abitudine e fluidità.
Il lungo principale è già alle spalle. Nelle ultime settimane non devi recuperarlo, non devi rifarlo e non devi convincerti di essere pronto con un altro test.
Esempio orientativo: tre settimane prima della maratona
Periodo | Volume | Seduta chiave | Lungo |
21-15 giorni | Circa 70-80% del picco | Brevi blocchi a ritmo maratona | 18-24 km, secondo programma e livello |
14-8 giorni | Circa 50-60% del picco | Richiamo di 6-10 km con porzioni a ritmo gara | 12-16 km facili |
Settimana gara | Circa 25-40% del picco, esclusa la gara | Allunghi o blocchi brevissimi a ritmo | Nessun lungo |
Il volume di partenza conta. Chi ha corso 80 km a settimana non deve imitare lo scarico di chi ne corre 35. Il tapering è sempre proporzionale al carico che hai sostenuto, non alla tabella trovata online.
Per costruire il ciclo completo, consulta la guida su allenamento maratona.
Tapering se corri tre volte a settimana
Se hai tre uscite disponibili, il tapering non significa togliere necessariamente una seduta. Significa rendere più leggere e più brevi le sedute che già fai.
Mantieni:
Una corsa facile, più corta del solito.
Un breve richiamo di qualità.
Un lungo ridotto, oppure la gara nella settimana finale.
Evita di concentrare tutto in un’unica seduta dura. Con tre allenamenti, ogni uscita pesa di più sul carico settimanale: devi arrivare al via con voglia di correre, non con la sensazione di dover sopravvivere alla gara.
Cosa mantenere durante il tapering
Ridurre non significa togliere tutto. Ci sono elementi che conviene mantenere.
Frequenza
Se corri abitualmente quattro o cinque volte a settimana, passare improvvisamente a una sola uscita può farti sentire rigido e “spento”. Mantieni una frequenza simile, ma accorcia le uscite.
Se corri tre volte a settimana, resta sulle tue tre sedute salvo segnali di fatica evidente.
Brevi richiami di intensità
Un po’ di ritmo serve a ricordare al corpo il gesto gara. Può essere un blocco breve a ritmo obiettivo, qualche allungo o ripetute molto controllate.
L’intensità non deve creare debito di recupero. Il giorno dopo dovresti sentirti normale, non distrutto.
Mobilità e forza leggera
Puoi mantenere mobilità, core e qualche esercizio leggero di attivazione. Evita invece sedute nuove di forza, lavori eccentrici pesanti, circuiti duri per le gambe o esercizi che causano indolenzimento nei giorni prima della gara.
Routine
Mantieni orari, scarpe, colazione, gel, calze e abbigliamento già testati. Il tapering non è il momento per fare esperimenti.
Cosa tagliare durante il tapering
Chilometri inutili
Se un’uscita non ha uno scopo chiaro, tagliala o accorciala. I chilometri extra dell’ultima settimana raramente migliorano la prestazione; più spesso aggiungono fatica.
Lavori massimali
Niente test sui 5 km, niente ripetute chiuse allo sprint, niente gare improvvisate per “vedere come va”. La forma è già costruita.
Nuovi esercizi o nuove scarpe
Non iniziare una routine di palestra, non provare scarpe nuove e non cambiare alimentazione perché hai letto una strategia miracolosa. La gara si prepara con la continuità, non con l’ultimo dettaglio estremo.
Recupero trascurato
Dormire poco, lavorare fino a tardi, riempire la settimana di impegni e poi sperare nel tapering non funziona. Il recupero è parte dell’allenamento.
Cosa mangiare nel tapering
Nei giorni di tapering diminuisce il volume, ma non devi interpretarlo come un invito a tagliare drasticamente il cibo. Hai ancora bisogno di recuperare, riempire le scorte di glicogeno e arrivare alla gara con energia sufficiente.
Mantieni una dieta semplice e abituale:
Carboidrati presenti ai pasti, soprattutto avvicinandoti alla gara.
Proteine regolari per sostenere recupero e muscoli.
Frutta, verdura e alimenti che tolleri bene.
Idratazione normale durante tutta la settimana.
Niente esperimenti con integratori, carichi di sale o di acqua.
La sera prima della gara scegli una cena conosciuta, digeribile e non eccessiva. La mattina della gara fai una colazione testata nelle uscite lunghe.
Sonno, stress e gambe pesanti
Quando vedo gambe pesanti negli ultimi dieci giorni, non guardo solo i chilometri. Guardo sonno, stress, recupero, lavoro, alimentazione e risposta alle ultime sedute.
È normale sentire qualche dubbio nel tapering. Alcuni runner si sentono più lenti perché corrono meno, altri avvertono gambe piene o irrequietezza. Non trasformare ogni sensazione in un test della forma.
Se il fastidio è localizzato, aumenta mentre corri o altera il gesto, non ignorarlo. Riduci il carico e valuta una figura sanitaria qualificata se il dolore persiste.
Per gestire meglio i giorni facili, consulta anche la guida al recupero muscolare dopo la corsa.
Gli errori più comuni
Continuare a inseguire chilometri
Il lungo saltato tre settimane prima non si recupera nell’ultima settimana. A quel punto, aggiungere chilometri è quasi sempre un modo per accumulare fatica.
Fare l’ultimo allenamento troppo forte
Un richiamo deve lasciarti sicurezza, non svuotarti. Se hai bisogno di due o tre giorni per recuperare, era troppo.
Ridurre tutto fino a non correre più
Togliere ogni richiamo può lasciarti rigido o insicuro. Il tapering funziona meglio quando conservi un minimo di frequenza e ritmo.
Cambiare strategia nutrizionale
Nuovi gel, più capsule di sodio, una colazione mai provata o una cena diversa dal solito sono rischi inutili.
Farsi guidare dal panico
Il tapering porta spesso una domanda: “E se non ho fatto abbastanza?”. La risposta non sta in un allenamento duro a pochi giorni dalla gara. Sta nel fidarti del lavoro già fatto.
Checklist tapering pre gara
Nelle ultime due settimane, controlla questi punti:
Ho ridotto il volume senza eliminare completamente le uscite.
Ho mantenuto qualche breve richiamo di ritmo.
Non ho introdotto scarpe, gel o integratori nuovi.
Ho provato la colazione e la strategia di gara.
Ho organizzato pettorale, trasporti, abbigliamento e rifornimenti.
Sto dando priorità al sonno.
Non sto cercando un ultimo test della forma.
Se sento un fastidio persistente, sto riducendo il carico invece di forzare.
FAQ
Cos’è il tapering nella corsa?
Il tapering è la riduzione programmata dell’allenamento prima di una gara. Lo scopo è far diminuire la fatica senza perdere la forma costruita nel ciclo precedente.
Quanto dura il tapering per una mezza maratona?
Per molti runner dura 7-14 giorni. Il volume si riduce, il lungo viene accorciato e restano brevi richiami a ritmo gara.
Quanto dura il tapering per una maratona?
Di solito 14-21 giorni. La riduzione deve essere proporzionata al volume sostenuto nella preparazione e alla fatica accumulata.
Nel tapering bisogna smettere di fare ripetute?
No. In genere puoi mantenere richiami brevi e controllati, ma non sedute massimali o lavori che richiedono molti giorni di recupero.
Posso fare palestra durante il tapering?
Sì, ma solo mobilità, core e attivazione leggera. Evita lavori pesanti per le gambe, esercizi nuovi o sedute che causano indolenzimento.
Cosa fare se durante il tapering mi sento pesante?
Non inseguire la sensazione con un allenamento duro. Controlla sonno, stress, alimentazione e recupero. Se il fastidio è localizzato, aumenta o modifica la corsa, riduci il carico e valuta un professionista qualificato.
Il punto pratico
Il tapering non costruisce la forma: la rende disponibile il giorno della gara. Riduci il superfluo, mantieni il gesto, dormi di più e non cercare conferme nell’ultimo allenamento duro.
Arrivare al via con la sensazione di aver fatto “troppo poco” è quasi sempre meglio che arrivarci con le gambe stanche.
Gianni Avalle — Running coach / RunRitualAlleno runner urbani a costruire risultati con metodo, dati e costanza, e scrivo solo di quello che ho vissuto o allenato.




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